Come già detto, l’ammorbidente può rovinare alcuni tessuti. Oltre agli asciugamani e agli indumenti infiammabili, l’ammorbidente è incompatibile con la microfibra, l’abbigliamento sportivo e i capi resistenti all’acqua, che diventano meno assorbenti. Inoltre, non funziona bene con i tessuti sintetici (poliestere, elastan, nylon, poliuretano, ecc.), che si ammuffiscono. A parte l’ovvio, ci sono tutta una serie di indumenti che sono incompatibili con il suo utilizzo: velluto, ciniglia, spugna, lino e pile. Per quanto riguarda la lana, il mohair e il cachemire, così come i capi imbottiti di piume, questi perdono la loro consistenza soffice, diventano più pesanti e offrono una minore protezione dal calore quando le fibre vengono ricoperte di ammorbidente.
In caso di dubbio, controllare l’etichetta dell’indumento.
Errore 4: utilizzare troppo ammorbidente

Troppo è troppo! Oltre a inquinare l’acqua, una quantità eccessiva di ammorbidente può provocare allergie e irritazioni cutanee. E poi c’è il rischio di macchie. Troppo detersivo può lasciare macchie blu o marroni sui vestiti. Quindi, anche se volete lasciare i vostri vestiti profumati, assicuratevi di seguire le istruzioni di dosaggio. Spesso il prodotto è abbastanza potente da funzionare bene senza usarne tre tonnellate! Inoltre, il controllo delle dosi vi farà risparmiare denaro.
Errore 5: versare il liquido direttamente sugli indumenti

A differenza degli smacchiatori, l’ammorbidente si usa esclusivamente in lavatrice, versandolo nell’apposito scomparto. Oltre a essere inutile, applicarlo direttamente sui capi lascia macchie untuose e cerose molto difficili da rimuovere. Anche per questo motivo è fondamentale non esagerare con le dosi e non sovraccaricare gli elettrodomestici. L’acqua deve poter circolare per consentire la corretta diluizione e distribuzione dei detersivi e degli ammorbidenti. Inoltre, i vostri capi saranno molto meno sgualciti e molto più morbidi grazie all’attrito evitato.
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