Mi sono inginocchiato.
Non perché l’avessi pianificato.
Perché le mie gambe non mi reggevano più.
Le lacrime mi annebbiarono la vista.
Per la prima volta da anni, non mi importava chi li vedesse.
“SÌ.”
La mia voce si è incrinata.
“SÌ.”
Il ragazzino mi osservò attentamente.
Poi chiese:
“Tornerai domani?”
Quella domanda ha distrutto quel che restava delle mie difese.
Non perché fosse complicato.
Perché non lo era.
Per lui era semplice.
Ai bambini non importano i documenti del divorzio.
Errori.
Ego.
Anni perduti.
A loro interessa una sola cosa.
Che tu resti o meno.
Una lacrima mi scivolò lungo il viso.
Ho sorriso nonostante tutto.
Poi rispose con assoluta onestà.
“Tornerò qui ogni giorno per il resto della mia vita.”
UNA SECONDA POSSIBILITÀ
Il coraggioso gemello infilò la sua manina nella mia.
Proprio così.
Nessuna condizione.
Nessun contratto.
Nessuna trattativa.
Qualcosa che per cinque anni avevo creduto perduto per sempre è improvvisamente ricomparso.
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