La domanda non è più se accadrà, ma chi sarà il primo a dover affrontare questa nuova, costosissima sfida.La tensione sale quando ci si rende conto che il blocco non colpisce solo chi ha sbagliato, ma rischia di paralizzare intere famiglie in un colpo di scena legislativo che nessuno aveva previsto. Il meccanismo è pronto a scattare, ma le conseguenze reali sono molto più pesanti di quanto molti immaginassero. Nella pagina successiva tutti i dettagli.
Da oggi via ufficiale per l’alcolock, il dispositivo che impedisce l’accensione del motore se rileva tracce alcoliche. Il Ministero dei Trasporti ha pubblicato l’elenco dei modelli autorizzati e delle officine abilitate, rendendo operativa la norma inserita nel nuovo Codice della Strada. L’obbligo scatta per tutti i conducenti condannati per guida in stato d’ebbrezza con un tasso superiore a 0,8 g/l, una soglia che trasforma la patente in un documento vincolato dai codici unionali 68 e 69.
L’impatto economico è una vera e propria doccia fredda per le tasche degli automobilisti: l’installazione del sistema può costare fino a 2.000 euro, interamente a carico del cittadino.
Non si tratta di una spesa isolata, poiché alla cifra iniziale vanno sommati i costi per la taratura periodica, la manutenzione e i boccagli monouso. Per chi è stato sorpreso con un tasso tra 0,8 e 1,5 g/l, il dispositivo dovrà restare montato per 2 anni, mentre per i casi oltre 1,5 g/l il periodo sale ad almeno 3 anni.Uno dei nodi più critici segnalati da Federcarrozzieri riguarda l’uso condiviso del mezzo. Se in una famiglia l’unica auto disponibile viene dotata di alcolock, chiunque voglia guidarla — anche se totalmente estraneo alla sanzione — dovrà sottoporsi al test del soffio, con un limite fissato a zero alcol. Questo significa che un parente o un convivente non potrà mettersi al volante nemmeno dopo aver bevuto un singolo bicchiere di vino a cena, pena il fermo del veicolo.Le sanzioni per chi tenta di aggirare il sistema sono severissime.