
I suoi dipinti di grandi dimensioni erano caratterizzati da un intenso coinvolgimento fisico ed emotivo, come lei stessa dichiarava: “Ogni quadro è una conquista, un confronto con me stessa, un processo lungo e faticoso.” Un elemento costante della sua arte era l’uovo, simbolo di nascita, trasformazione e inquietudine esistenziale.
Oltre alla pittura, Rosabianca Cinquetti si impegnò attivamente nel mondo dell’arte attraverso ruoli istituzionali e didattici. Nel 1992 fu tra i fondatori di Atelier Aperto, un laboratorio veneziano dedicato alla sperimentazione grafica internazionale. Dal 1997 al 2012, insieme al marito Maurizio Angiari, diresse lo Spazioarte Pisanello della Fondazione Toniolo di Verona, promuovendo oltre 200 mostre di artisti emergenti. La sua scomparsa rappresenta una grande perdita per il panorama artistico italiano.
Per continuare a leggere, clicca su ( SUCCESSIVA 》) qui sotto!