Il giovane poliziotto deglutì a fatica.
— Signore… io…
"Cinque minuti fa ridevi mentre mi chiamavi 'nessuno'."
L'uomo con la camicia bianca si rivolse agli agenti.
"Identificazioni e armi sul cofano. Subito."
— Ma chi sei tu?!
L'altro estrasse un distintivo, con altrettanta calma.
Direzione Generale Anticorruzione.
Il volto del poliziotto impallidì improvvisamente.
Il suo collega istintivamente fece un passo indietro.
Poi il vecchio emise un lungo sospiro, quasi impercettibile.
— Negli ultimi tre mesi, nel vostro settore sono state presentate sette denunce. Autisti umiliati. Multe inventate. Denaro sottratto senza denuncia.
Il giovane agente iniziò a divagare, in fretta:
"Non è vero! La gente mente!"
«Anch'io sto mentendo?» chiese il vecchio.
Calò un silenzio pesante e opprimente.
Solo allora il poliziotto, sbalordito, notò qualcosa di importante.
L'auto del vecchio non era un'auto qualsiasi.
Sotto il parabrezza, quasi invisibile a un occhio inesperto, si trovava un vecchio distintivo del Ministero degli Interni.
Sul cruscotto, una fotografia ingiallita di un gruppo di agenti era ben visibile.
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