Il burkini, il costume da bagno integrale, continua a suscitare polemiche a Grenoble. La città ha recentemente confermato che questo indumento sarà consentito nelle sue piscine comunali, riaccendendo un dibattito che va avanti da tre anni. Questa decisione, che ha già scatenato forti reazioni politiche, ha spinto il senatore Michel Savin a chiedere chiarimenti al Ministro dell'Interno.
Presentazione
1/12 Grenoble permette l'uso del burkini nelle piscine.
La città di Grenoble ha deciso di mantenere l'autorizzazione all'uso del burkini nelle sue piscine comunali, una decisione risalente a tre anni fa che continua a suscitare un acceso dibattito. Nel 2022, il comune aveva già tentato di modificare il regolamento interno per allentare il codice di abbigliamento, ma aveva incontrato una forte opposizione. Il Consiglio di Stato aveva quindi sospeso tale decisione, ritenendo che compromettesse il funzionamento del servizio pubblico e la parità di trattamento degli utenti.
2/12 Costumi da bagno integrali diffusi a Grenoble nonostante le polemiche.
Nonostante la sospensione da parte del Consiglio di Stato, la città di Grenoble sostiene che i costumi da bagno integrali siano stati indossati nelle sue piscine per diverse stagioni. Questa pratica è diventata comune, sebbene continui a dividere l'opinione pubblica. Il senatore Michel Savin ha reagito a questa conferma comunale chiedendo al Ministro dell'Interno, Laurent Nuñez, di sollecitare l'intervento dello Stato.
3/12 Opposizione al burkini basata sui principi del servizio pubblico.
Michel Savin, fermo oppositore dell'uso del burkini nelle piscine pubbliche, ritiene che tale autorizzazione metta in discussione i principi fondamentali del servizio pubblico in Francia. Sottolinea che la situazione solleva questioni relative alla laicità, alla neutralità del servizio pubblico e all'ordine pubblico. Per lui, consentire un indumento percepito come legato a una particolare pratica religiosa costituisce una violazione di questi principi.
4/12 L'opposizione locale accusa Grenoble di aggirare la legge
La decisione della città di Grenoble ha suscitato reazioni anche a livello locale, in particolare da parte dell'opposizione. Alain Carignon, candidato alle elezioni comunali del 2026, accusa la maggioranza comunale di "aggirare la legge". Sostiene che il comune abbia aggirato una sentenza del Consiglio di Stato per autorizzare nuovamente l'uso del burkini nelle piscine.
5/12 L'opposizione promette di vietare il burkini se eletta.
Il collettivo Reconcile Grenoble, il cui candidato è Alain Carignon, denuncia una violazione dei principi laici. Attribuiscono questa decisione a una logica di "clientelismo elettorale" e annunciano che, se vinceranno le elezioni comunali del 2026, metteranno fine a quello che definiscono un "abuso della legge". Alain Carignon si impegna ad attuare la decisione del Consiglio di Stato vietando il burkini nelle piscine comunali.
6/12 I sostenitori vedono il burkini come un simbolo di inclusione e libertà.
Per coloro che ne promuovono l'autorizzazione a Grenoble, consentire alle donne di indossare indumenti che coprono interamente il corpo come il burkini è innanzitutto una questione di inclusione e libertà individuale. Credono che, finché l'indumento è adatto al nuoto e rispetta le norme igieniche e di sicurezza, non ci sia motivo di proibirlo.
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