Il capitano Reeves non degnò di uno sguardo il pass. Si sporse in avanti, la sua ombra si allungò sul grembo di Ariana, la mascella serrata in un'espressione di autorità studiata.
“Non mi interessa cosa c’è scritto su quel foglio. C’è stata una riassegnazione tecnica. Questo posto è riservato a un passeggero ad alta priorità. Devi spostarti al posto 14C. Immediatamente.”
Ariana guardò oltre lui. Il posto 14C era in mezzo alla classe economica, incastrato tra un uomo che russava e la cambusa. Sentì gli sguardi degli altri passeggeri di prima classe: alcuni comprensivi, la maggior parte indifferenti, e uno o due con quel familiare, sottile sorriso beffardo di chi si diverte a vedere qualcuno "rimesso al suo posto".
«Non mi muovo», disse Ariana, abbassando la voce di un'ottava e diventando pericolosamente calma. «Ho pagato per questo posto. Rimango seduta.»
Il viso di Reeves si tinse di un rosso intenso e chiazzato. "Ascolti, signorina. Io sono il comandante di questo aereo. La mia parola è legge. Se non lascia questo posto, farò in modo che la sicurezza la scorti fuori dall'aereo per insubordinazione. Abbiamo una tabella di marcia da rispettare e non permetterò che venga ritardata dal suo senso di superiorità."
L'ironia era così palpabile che Ariana poteva quasi sentirla sul sangue. Era stata lei a ideare proprio quel programma che tanto lo preoccupava. Era stata lei a firmare gli assegni per il carburante, la manutenzione e persino per l'uniforme che Reeves ora sfoggiava con tanta spavalderia.
La tensione crescente
Mentre gli assistenti di volo accorrevano, intuendo l'escalation del conflitto, Reeves si rivolse a una giovane hostess. "Sarah, chiama l'addetto al gate. Abbiamo un passeggero che crea disturbo nel posto 2A. Digli di portare i documenti per l'allontanamento forzato."
Sarah guardò Ariana, poi il Capitano, con il viso pallido. «Capitano, forse dovremmo ricontrollare la lista dei passeggeri? A volte gli aggiornamenti digitali impiegano un minuto per...»
«So cosa dice la lista dei passeggeri!» abbaiò Reeves. «Un ospite del Consiglio di amministrazione sta per arrivare e vuole questo posto vicino al finestrino. Ora, spostatela!»
Ariana non mosse un muscolo. Si limitò a frugare nella borsa ed estrarre un piccolo ed elegante tablet. Toccò alcune icone, muovendo le dita con la precisione che deriva da anni di leadership nelle sale riunioni.
«Capitano Reeves», disse, senza alzare lo sguardo dallo schermo. «Farei molta attenzione alla sua prossima mossa. Attualmente sta violando il Protocollo 4-Alpha del manuale di Global Aero Holdings in materia di dignità dei passeggeri e priorità di assegnazione dei posti.»
Reeves emise una risata breve e aspra. "Credi di potermi citare il manuale? Volo da vent'anni. Io sono il manuale. Chi credi di essere?"
Ariana finalmente alzò lo sguardo. I suoi occhi non erano pieni di rabbia; erano freddi. "Sono io che l'ho scritto."
Lo svelamento
Nella cabina calò il silenzio. Alcuni passeggeri bisbigliarono. Reeves sbuffò, rivolgendosi all'addetto al gate che era appena salito sull'aereo. "Fatela scendere. Subito."
L'addetto al gate, un uomo di nome Marcus che lavorava per la compagnia aerea da dieci anni, si fece avanti. Guardò Ariana, pronto a pronunciare il solito discorso di "si prega di collaborare", ma poi si bloccò. I suoi occhi percorsero il viso di lei, poi il tablet che teneva in mano, e infine la spilla unica, tempestata di diamanti, sul risvolto della sua giacca: una "A" stilizzata che solo cinque persone al mondo erano autorizzate a indossare.
L'espressione di Marcus è passata da professionale a terrorizzata in circa due secondi.
«Signorina Cole?» sussurrò Marcus, con la voce rotta dall'emozione.
Ariana gli rivolse un piccolo sorriso teso. "Ciao, Marcus. Vedo che la procedura d'imbarco è... caotica oggi."
«Signorina Cole!» Marcus si voltò verso Reeves, con le mani tremanti. «Capitano, si fermi! Si fermi subito. Ha idea di chi sia?»
Reeves aggrottò la fronte, la sua spavalderia balenò per la prima volta. "È una passeggera che non vuole lasciare il posto 2A. Qual è il problema?"
«Questa è Ariana Cole», sibilò Marcus, abbastanza forte da farsi sentire dalle prime tre file. «È l'amministratrice delegata di Global Aero Holdings. Non possiede solo questo posto, Capitano. Possiede l'aereo. Possiede l'hangar in cui è custodito. Possiede la compagnia aerea per cui lavora.»
La dura realtà
Per continuare a leggere, clicca su ( SUCCESSIVA 》) qui sotto!