Quasi nessuno lo sa: 3 errori da evitare quando si prega a letto secondo le credenze religiose | Padre Arturo Cornejo.

Una donna arrivò sconvolta, in cerca di aiuto. Suo marito, un uomo sano e laborioso, si svegliava ogni notte da mesi con un peso sul petto, la stanza fredda e una strana presenza che sembrava rubargli la pace. Avevano consultato medici, fatto esami e accertamenti, ma tutto sembrava normale.

Poi sorse una semplice domanda: "Come pregate prima di addormentarvi?".

La risposta fu rivelatrice: pregavano sdraiati, con gli occhi chiusi, e quasi sempre si addormentavano prima di finire.
Da quel momento, capirono che non si trattava di non pregare, ma di farlo senza consapevolezza, senza una chiusura spirituale, e in una stanza priva di qualsiasi segno di fede.

Primo errore: pregare sdraiati e addormentarsi prima di finire.

Molte persone tornano a casa esauste a fine giornata, si sdraiano, chiudono gli occhi e iniziano a pregare.

Ma prima di finire, il sonno le vince.
Dio conosce il cuore e comprende la stanchezza, ma la preghiera notturna richiede presenza, attenzione e abbandono consapevole. La preghiera non dovrebbe essere l'ultima cosa che facciamo prima di addormentarci, ma piuttosto un atto vivo prima di riposare.

Idealmente, dovremmo pregare seduti o inginocchiati accanto al letto, con calma, anche se si tratta solo di una breve preghiera.

Prima preghiamo, poi dormiamo.

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Secondo errore: non concludere spiritualmente le nostre preghiere prima di dormire.
Molte persone pregano, ma quando hanno finito, si girano semplicemente e si addormentano. Non si fanno il segno della croce, non affidano il loro riposo a Dio e non chiedono protezione per la notte.
Questa chiusura spirituale può essere molto semplice:

"Signore Gesù, nelle tue mani affido il mio spirito. Proteggi il mio sonno, la mia casa e la mia famiglia. Sigilla questa stanza con la tua pace."

Poi fai il segno della croce con fede e serenità, confidando in Dio.

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