La sua vita era stata una serie di sacrifici, ma anche piena di significato.
Aveva cresciuto da sola la figlia undicenne, frutto di una breve relazione che, pur avendole lasciato delle cicatrici, le aveva anche dato la forza di affrontare ogni sfida.
Tutto cambiò il giorno in cui Carolina fu assassinata per un crimine che aveva sempre negato.
Il sistema giudiziario imperfetto, con le sue procedure affrettate, l'aveva rinchiusa in una cella fredda e buia, circondata da sbarre di ferro che sembravano deridere la sua esistenza.
Per mesi, ogni mattina gli ricordava il tempo che gli restava, e ogni notte le mura della prigione sembravano stringersi intorno a lui, come una tazza di caffè a sigillare il suo destino.
E poi accadde l'improbabile: Carolina scoprì di essere incinta.
Lo shock la lasciò senza parole, e la sua mente fu invasa da domande senza risposta: Come è potuto succedere? Chi può averlo fatto...?
La guardia carceraria, un tossicodipendente che avrebbe dovuto avere tutto sotto controllo, ricevette il referto medico con incredulità e preoccupazione.
Decise immediatamente di rivedere le riprese delle telecamere di sorveglianza alla ricerca di indizi su cosa potesse essere successo nelle celle.
Mentre rivedeva i filmati delle ultime settimane, vide qualcosa che lo lasciò senza fiato e lo fece tremare involontariamente.
Le immagini rivelavano movimenti sospetti, visite clandestine e interazioni che erano state segnalate e che violavano tutti i protocolli di sicurezza del carcere.