Bombardamento emotivo: quando Garlasco conta più della crisi economica

Quella dello stordimento acustico e visivo, tramite apposite granate, è una delle tecniche più usate dalle forze speciali. Serve a distrarre su altro gli avversari, che vengono ridotti temporaneamente in uno stato di allucinazione. Tale sembra il paese dopo il bombardamento, ancora in corso, sul caso Garlasco. Si punta sulle emozioni per distrarre sulla realtà. Chiamale se vuoi emozioni, cantava il vate italiano del secolo scorso, solo che lui parlava di amore, per quanto controverso.

La crisi economica incombe, i dati dell’inflazione e dell’aumento dei costi energetici ci dice che ogni famiglia perderà almeno 1.000 euro, che per il 30% delle famiglie italiane, quelle che già non arrivavano alla fine del mese, significa uno stipendio in meno, addio alla tredicesima, per chi ce l’ha. Il PNRR è un sostanziale fallimento, soldi non spesi o incapaci di produrre ripartenza. Ma se poi uno deve leggere di inchieste forse quelle sulla Hydra di Milano, che riuniva il gotha delle mafie, o quella sulla devianza dei servizi segreti che avevano costituito un’agenzia privata parallela per ricatti e spionaggio, non dovrebbero preoccupare molto di più gli italiani? E la crisi dei rapporti tra Italia e Usa, i dazi che frenano la nostra economia? No, per niente, cosa sono queste preoccupazioni davanti alle tracce ematiche, ormai rapprese, della povera vittima di Garlasco, dei pizzini di Sempio, delle Kessler Cappa, dei vanagloriosi avvocati delle parti, di psicologhe e criminologhe da internare in televisione con fine pena mai, purtroppo per gli spettatori.

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