Così, la sera, lavoravo all'abito. Lentamente. Con cura. Come se mi stessi aggrappando a qualcosa di importante.
E quando finalmente fu finito… lo sapevo.
Non era un semplice vestito.
Era l'ultimo legame che mi rimaneva con lui.
Quando entrai in salotto, lo notarono subito.
La mia matrigna mi fissò come se avessi fatto qualcosa di sbagliato.
Le mie sorellastre risero.
Non forte.
Peggio: risate soffocate e sarcastiche. Di quelle che lasciano il segno.
"Questo dovrebbe essere un vestito?" chiese una di loro.
Non risposi.
Rimasi lì immobile.
Perché sapevo che se avessi detto qualcosa, la mia voce avrebbe tremato.
Bussarono alla porta.
Non forte. Solo… con decisione.
Calò il silenzio.
Mia suocera aprì la porta.
Lì stava un uomo in uniforme.
La sua schiena era dritta. La sua espressione era seria.